Esco da questo lunghissimo letargo (ma tanto 'sto blog non lo legge nessuno) solo per sfogarmi, ancora una volta, per l'arroganza e la cialtronaggine di tanti giornalisti, del tutto impreparati davanti al fenomeno Beppe Grillo. A parte che il blog di Grillo non è nato ieri, ma da due o tre anni è il blog più letto d'italia, con centinaia di migliaia di contatti al giorno (quanto un giornale a tiratura nazionale); tempo fa ho parlato con un giornalista politico del Corriere, quando gli ho parlato del V-Day è caduto dalle nuvole. Ma dove abita sta gente? Comunque, in tanti, tra i giornalisti, si sono subito allineati alle posizioni dei politici, atterriti dalla partecipazione popolare non controllata da loro.
E così leggo qui: http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/cronaca/grillo-v-day/invasione-grillo/invasione-grillo.html le boiate della mummia Scalfari, uno che grasso che cola se sa accendere un computer. Hanno sbagliato tutto. Sento parlare di capipopolo, di piazza pericolosa, giustizialista, di antipolitica. Di massa. Di anticamera della dittatura!!!
Innanzitutto: ma perché usano termini da sociologia primo novecento, con concetti come "piazza" e "massa"? Il movimento di Grillo non si può analizzare nè spiegare senza partire dal suo mezzo di comunicazione: la rete. Di fronte allo schermo di un pc non esiste "la piazza" o "la massa", perché innanzitutto non è Grillo che entra di prepotenza nelle nostre case, siamo noi che andiamo volontariamente sul blog. Se ci piace, condividiamo quello che scrive, ok. Altrimenti cerchiamo altrove qualcuno, qualcosa che ci rappresenti. In ogni istante possiamo verificare in milioni di altre pagine internet ciò che Grillo sostiene.
Ma soprattutto, gli "adepti" di Grillo non si limitano ad aderire alle sue battaglie. Sfruttando la rete si organizzano sul territorio, tramite i "meetup", termine che nessun commentatore, chissà perché, ha utilizzato. Forse perché è più comodo dipingere i "grillini" come decerebrati pronti a seguire il comico genovese ovunque. Quello che fanno Grillo e i meetup non è "antipolitica", ma è, squisitamente, politica nel senso più nobile. E' partecipazione, volontà di partecipare alle decisioni delle amministrazioni locali e nazionali. Casomai è un'attività antipartitica, nel senso che si scaglia contro quello che sono diventati i partiti, delle organizzazioni impegnate solo ad occupare poltrone e a perpetuare il propio potere all'interno delle istituzioni. E non è neanche vero che si tratta di antipartitismo: se è vero che secondo la Costituzione i partiti organizzano il consenso popolare, il "partito di Grillo" esiste già: solo che si occupa di problemi concreti, indica delle soluzioni, invece di cercare solo poltrone e potere.
E poi, la cazzata suprema, rilanciata anche da Scalfari: il pericolo di una dittatura. Da un movimento NATO DALLA RETE??? La Cina, che una dittatura lo è davvero, si preoccupa di CENSURARLA la rete, non di usarla come un mezzo per realizzare una partecipazione (democratica) del popolo alle decisioni. Come può uno che dice "partecipate", "informatevi" "diffidate dai media di massa" essere un pericolo per la democrazia???
Scalfari, me lo spieghi tu, che credi di sapere tutto???


