mercoledì, 12 settembre 2007

Esco da questo lunghissimo letargo (ma tanto 'sto blog non lo legge nessuno) solo per sfogarmi, ancora una volta, per l'arroganza e la cialtronaggine di tanti giornalisti, del tutto impreparati davanti al fenomeno Beppe Grillo. A parte che il blog di Grillo non è nato ieri, ma da due o tre anni è il blog più letto d'italia, con centinaia di migliaia di contatti al giorno (quanto un  giornale a tiratura nazionale); tempo fa ho parlato con un giornalista politico del Corriere, quando gli ho parlato del V-Day è caduto dalle nuvole. Ma dove abita sta gente? Comunque, in tanti, tra i giornalisti, si sono subito allineati alle posizioni dei politici, atterriti dalla partecipazione popolare non controllata da loro.

E così leggo  qui: http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/cronaca/grillo-v-day/invasione-grillo/invasione-grillo.html le boiate della mummia Scalfari, uno che grasso che cola se sa accendere un computer. Hanno sbagliato tutto. Sento parlare di capipopolo, di piazza pericolosa, giustizialista, di antipolitica. Di massa. Di anticamera della dittatura!!!

Innanzitutto: ma perché usano termini da sociologia primo novecento, con concetti come "piazza" e "massa"? Il movimento di Grillo non si può analizzare nè spiegare senza partire dal suo mezzo di comunicazione: la rete. Di fronte allo schermo di un pc non esiste "la piazza" o "la massa", perché innanzitutto non è Grillo che entra di prepotenza nelle nostre case, siamo noi che andiamo volontariamente sul blog. Se ci piace, condividiamo quello che scrive, ok. Altrimenti cerchiamo altrove qualcuno, qualcosa che ci rappresenti. In ogni istante possiamo verificare in milioni di altre pagine internet ciò che Grillo sostiene.

Ma soprattutto, gli "adepti" di Grillo non si limitano ad aderire alle sue battaglie. Sfruttando la rete si organizzano sul territorio, tramite i "meetup", termine che nessun commentatore, chissà perché, ha utilizzato. Forse perché è più comodo dipingere i "grillini" come decerebrati pronti a seguire il comico genovese ovunque. Quello che fanno Grillo e i meetup non è "antipolitica", ma è, squisitamente, politica nel senso più nobile. E' partecipazione, volontà di partecipare alle decisioni delle amministrazioni locali e nazionali. Casomai è un'attività antipartitica, nel senso che si scaglia contro quello che sono diventati i partiti, delle organizzazioni impegnate solo ad occupare poltrone e a perpetuare il propio potere all'interno delle istituzioni. E non è neanche vero che si tratta di antipartitismo: se è vero che secondo la Costituzione i partiti organizzano il consenso popolare, il "partito di Grillo" esiste già: solo che si occupa di problemi concreti, indica delle soluzioni, invece di cercare solo poltrone e potere.

E poi, la cazzata suprema, rilanciata anche da Scalfari: il pericolo di una dittatura. Da un movimento NATO DALLA RETE??? La Cina, che una dittatura lo è davvero, si preoccupa di CENSURARLA la rete, non di usarla come un mezzo per realizzare una partecipazione (democratica) del popolo alle decisioni. Come può uno che dice "partecipate", "informatevi" "diffidate dai media di massa" essere un pericolo per la democrazia???

Scalfari, me lo spieghi tu, che credi di sapere tutto???

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categoria:grillo, v day
sabato, 21 luglio 2007

Dovevo celebrare lo sbarco sulla Luna, il 20 luglio di trentotto anni fa. Ricordiamo tante cazzate che poi ci sfuggono le cose importanti, le pietre miliari. I momenti dopo i quali non è stata più la stessa cosa, perché da allora è cambiata la nostra percezione del nostro posto nell'Universo.

"Andiamo sulla Luna non perché sia facile, ma perché è difficile" John Fitzgerald Kennedy

 

Quando vedo queste immagini mi commuovo sempre... la prima volta che noi, in quanto razza umana, abbiamo messo piede fuori del pozzo gravitazionale del nostro pianeta. La prima volta che abbiamo fatto qualcosa di veramente GRANDE che non implicasse l'ammazzarci l'un l'altro.

Io spero che quello fosse solo il primo vagito, e che presto la nostra razza possa staccarsi dalla Terra, uscire dalla culla. Ad Astra!

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categoria:pensieri
martedì, 10 luglio 2007

Okay, se non mi becco una querela stavolta, non me la beccherò più. Stavo scrivendo un pezzo per domani su Calciopoli, viene in studio il grande Oliviero Beha, uno dei pochi giornalisti dai coglioni di granito, uno che ha la schiena dritta sul serio e non solo a parole.

Beh, diciamo che stavo scrivendo le cose come sono: Calciopoli a livello di giustizia sportiva è finita a tarallucci e vino, malgrado siano state riconosciute le responsabilità dei club indagati. Il Milan è anche andato in Champions, vincendo la coppa!

I miei colleghi anziani a cui ho letto il pezzo mi hanno consigliato di evitare commenti oltre ai fatti (e vabbè), arrivando a dirmi di essere "generico, come vedi fare nei tg". Generico? Sto scrivendo una scheda sul principale scandalo del calcio, su cui ci sarebbe da scrivere un'enciclopedia e mi si chiede di essere "generico" per evitare problemi!!!

Inoltre una collega quarantenne (e paranoide) era al telefono con Beha, che ha scritto una monumentale opera su Calciopoli. Le ho chiesto di passarmelo, così gli leggevo il pezzo e mi facevo dare un parere. Lei non lo ha fatto perché "non condivideva", perchè "dovevo far prima leggere il pezzo a Duilio (Giammaria, il nostro conduttore).

E' il servizio pubblico bellezza: non importa il contenuto, ma la forma. Bisogna rispettare le gerarchie, non essere precisi. E soprattutto, non scontentare nessuno.

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categoria:professione reporter
lunedì, 09 luglio 2007

Finalmente, dopo svariati mesi la Giunta per le Elezioni della Camera ha espresso il parere positivo sulla decadenza di Cesare Previti, condannato in via definitiva per le tangenti nel caso Imi Sir e attualmente ai domiciliari. La corte che lo ha condannato lo ha infatti anche interdetto dai pubblici uffici. Una buona notizia, finalmente si comincia a far piazza pulita dei deputati condannati in terzo grado. Ora spero che decisioni simili possano riguardare tutti gli altri onorevoli pregiudicati, a prescindere dall'appartenenza politica e dalla sospensione da incarichi pubblici stabilita dai tribunali. Ma so già che sarà un caso isolato, perché siamo comunque in una repubblica delle banane (o dei cetrioli)

L'opposizione già si è stretta attorno a Previti, parlando, come al solito, di magistratura militante. Sarà per quello che il Sismi ha intercettato e tenuto sotto controllo numerosi giudici, anche se il precedente governo "non sapeva". 

Quello che mi addolora è che non vedo barricate nelle strade, non sento puzza di copertoni bruciati. Dov'è la gente che dovrebbe scendere in piazza per difendere la democrazia??? I servizi segreti (lo scrivo di nuovo: SERVIZI SEGRETI MILITARI) spiavano i giudici, forse su mandato di un governo. Il presidente Nixon fece spiare solo i propri avversari politici, nel complesso residenziale Watergate, da cui il nome dello scandalo più famoso dei tempi moderni. E comunque ciò bastò a farlo dimettere, dopo una DURA CAMPAGNA DELLA STAMPA A DIFESA DELLA MORALITA' DELLE ISTITUZIONI.

Io speravo che quello che è il mito dei giornalisti, il Watergate appunto, svegliasse dal torpore i direttori di quotidiani e testate radiotelevisive, ma niente. A Berlusconi basta dire che lui non c'entra, che non sapeva, e il caso è chiuso, derubricato come una delle tante polemiche tra i poli, come l'abolizione dello scalone o l'appoggio alla Tav. Sperare in uno scatto d'orgoglio del nostro giornalismo è una pia illusione

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categoria:attualitĂ 
giovedì, 05 luglio 2007

Ok, qualcuno potrà dire che a 28 anni suonati ormai la mia adolescenza è finita da un pezzo, però... la nostra generazione precaria e desresponsabilizzata è abituata all'idea di mantenere grossomodo gli stili di vita da "ggiovani" anche vicino ai trenta.

Fatto sta che ogni giorno mi sembra di perdere pezzi della mia vita recente. La mia famiglia si è disintegrata, e anche i miei più cari amici mi sembra che siano diventati altre persone. Hanno fatto cose sbagliate, che pensavo non avrebbero mai potuto fare. Del tipo tradimenti, sesso con le minorenni, eccetera. Io non so che fare, se parlarci, capire cosa c'è che non va.

Credo sia normale che crescendo si arriva ad un'età in cui le illusioni cadono e si diventa cinici e concreti. Solo che non pensavo sarebbe successo così presto.

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categoria:e parlo di me